BREVE STORIA

L'Educazione alla Salute nella scuola ha ricevuto un forte impulso con la legge 309/90 per la prevenzione delle tossicodipendenze, che prevedeva una serie di interventi atti a fronteggiare il preoccupante incremento di comportamenti a rischio tra i giovani e gli adolescenti.

Il primo decennio di applicazione della legge è stato caratterizzato dall'istituzione nelle scuole della figura del docente referente e dall'avvio di attività specifiche finanziate dal Ministero e rivolte agli studenti, agli insegnanti, al personale non docente ed ai genitori, con l'ausilio di esperti esterni pubblici o privati (psicologi, educatori, ecc.)

La prima fase degli interventi in Valle d'Aosta è stata caratterizzata dal Progetto Arianna (regionale) (dall'a.s. 1989-90 all'a.s. 1994-95) che introdusse nella scuola nuove problematiche, diverse da quelle collegate all'insegnamento nel senso ristretto e tradizionale del termine, e nuove tematiche per le quali la comunicazione, le relazioni interpersonali e gli affetti erano e sono considerati importanti ai fini della promozione di un clima di benessere, non solo per un'efficace prevenzione del disagio adolescenziale e giovanile, ma anche ai fini di un migliore apprendimento disciplinare.

In seguito, per incentivare le istituzioni scolastiche a sviluppare proprie capacità di elaborazione e di progettazione nel campo della riduzione del disagio e della prevenzione dei comportamenti a rischio, prendeva il via il Progetto Ponte (regionale) (1995-2001), che metteva a disposizione delle scuole risorse finanziarie e tracciava le linee guida per le attività individuate dalle scuole, sulla base degli effettivi e specifici bisogni.

Dall'a.s. 2001-2002, le istituzioni scolastiche, in regime di autonomia anche finanziaria, elaborano propri progetti di Educazione alla salute, finanziandoli con fondi propri o assegnati in maniera non vincolata. Le scuole, inoltre, possono, come nel passato, aderire a progetti di prevenzione proposti da altri Enti o Istituzioni, di norma a costo zero nel caso di istituzioni pubbliche (Assessorati, USL, ecc.).

Nella maggioranza delle scuole secondarie di secondo grado sono stati istituiti “spazi di ascolto" gestiti da psicologi ed in alcuni casi da educatori professionali allo scopo di offrire agli studenti informazioni a carattere sanitario, affettivo, giuridico e di altro genere e per fornire inoltre consulenza nel caso di difficoltà o desiderio di orientamento sui problemi psicologici e sociali.

Il Sevizio Supporto Autonomia Scolastica della Sovraintendenza agli studi in raccordo con il consultorio per adolescenti “Pangolo” dell’Azienda USL della Valle d’Aosta ha attivato a partire dall’anno scolastico 2007/2008 un Servizio psicologico di prevenzione e contenimento del disagio giovanile rivolto a tutte le Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado della Regione.


Negli ultimi anni anche nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e in quella secondaria di I grado in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione Cultura, con l’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche Sociali e l’Azienda USL, sono stati realizzati numerosi progetti nell’ambito della prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, del disagio, dell’abuso o violenza, della prevenzione alle dipendenze e dell’insuccesso scolastico.

 

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